venerdì 16 giugno 2017

Il rock siamo noi - “Ziggy” - David Bowie

Proseguendo lungo la strada del rock troviamo un'altra figura assai importante per questo genere: David Bowie, soprannominato il Duca Bianco. Egli è il fondatore del glam rock, genere tipicamente inglese nel quale gli artisti vestivano abiti di paillettes e si esibivano pesantemente truccati, poi proseguito dai T-Rex, Iggy Pop e altri ancora.
David Bowie è stato indubbiamente un provocatore, un genio, tanto da crearsi diversi alter ego: Ziggy Stardust, Halloween Jack, The Thin White Duke e Nathan Adler. Tra i suoi capolavori più conosciuti ricordiamo “Life on Mars?”, “Space Oddity”, “Starman”, “Heroes” e tanti altri.
Nato nel 1947 a Brixton, Londra, il suo vero nome era David Robert Jones. Già da ragazzino iniziò a mostrare interesse per la musica, infatti dall'età scolastica in poi ascolterà Little Richard, il rhythm and blues, lo skiffle e il rock'n'roll, per poi ampliare la sua cultura musicale con altre forme d’arte.
Dopo l'esperienza di corista nella chiesa di St. Mary insieme agli amici George Underwood e Cioffi McCormick, ricevette in regalo dalla madre il primo sassofono. Consigliato dal fratellastro, David prese lezioni dal famoso jazzista e sassofonista Ronnie Ross, quello che avrebbe eseguito, per intenderci, il celebre assolo in “Walk on the wild side” di Lou Reed. Imparerà però anche a suonare altri strumenti, e più avanti nella carriera preferirà definitivamente la chitarra ritmica.
Un'esperienza che sicuramente ha cambiato il percorso formativo dell'artista fu il breve impiego nel negozio di dischi della cittadina di Bromley, durante il quale restò affascinato dalla musica di James Brown, Ray Charles e Jackie Wilson, ancora poco conosciuti in Europa.
A David si presentò la possibilità di entrare con il suo migliore amico George Underwood in uno dei gruppi musicali della scuola: iniziò così la sua vera carriera musicale. Proprio in questo periodo un evento cambiò completamente la sua vita: Underwood gli diede un pugno nell'occhio sinistro, rendendogli così permanente la dilatazione della pupilla. Ciò gli avrebbe caratterizzato per sempre lo sguardo, e lo avrebbe lasciato con una percezione alterata della profondità della luce e un diverso colore della pupilla. Questa sfortuna causò proprio il suo successo, dandogli quello che diventerà il suo marchio distintivo.
Il cantante scelse come nome d’arte quello di David Bowie per non essere confuso con Davy Jones dei Monkees. In seguito raccontò di aver scelto quel nome ispirandosi agli omonimi coltelli da caccia.
Nel 1967 uscì il suo album d'esordio intitolato semplicemente “David Bowie”, che non andò proprio bene. Ma ormai la carriera dell'artista era lanciata: ben presto fu infatti impegnato in programmi televisivi, audizioni radio, collaborazioni con artisti importanti.
La carriera di Bowie è stata lunghissima: quasi cinquant’anni, nei quali l’artista, al contrario di molti suoi colleghi, ha saputo sempre rinnovarsi nello stile, anche seguendo astutamente le mode musicali del momento, dal pop alla disco music. È stato anche attore (ricordiamo “L’uomo che cadde sulla terra”, “Labyrinth”, “The prestige”) e compositore di colonne sonore (“Furyo”).
Ammalato di tumore, ha avuto tempo di preparare un ultimo disco, uscito postumo nel 2016 (“Blackstar”), che costituisce nei fatti il suo testamento di artista ma anche di essere umano.

di Umberto “The Xavier” Giustozzi

Nessun commento:

Posta un commento