Festa di Natale al Trullo: il dono più grande è sentirsi visti



Quello che rende il Natale davvero magico sono i sorrisi, gli abbracci e l'emozione che si prova nel donare, non nel ricevere. Come tutti gli anni anche quest'anno abbiamo organizzato, insieme alla comunità di Sant'Egidio una festa di Natale dedicata ai bambini che frequentano la Scuola della Pace e il doposcuola nel quartiere del Trullo.

I bambini sono arrivati verso le sedici e trenta e fin da subito hanno trasformato quel semplice spazio in un luogo pieno di amore e spensieratezza, riempiendolo di sorrisi e risate. Sono bambini pieni di sogni, di energia e, soprattutto, di coraggio: ogni volta che si prova ad insegnare loro qualcosa, succede che siano proprio loro a lasciarti qualcosa di ancora più importante, capace di cambiare la tua visione delle cose. Parlare con loro e trascorrere del tempo insieme fa cambiare prospettiva e, soprattutto, apre gli occhi.

Una volta riempita la sala, ogni bambino si è seduto sulla propria sedia e tutti insieme abbiamo iniziato a giocare a tombola. Essendoci molti bambini piccoli, è stato difficile aiutarli tutti e spiegare le regole, ma ogni fatica è stata ripagata dai loro occhi che si illuminavano quando veniva estratto un numero presente sulle cartelle. Ogni bambino partecipava con entusiasmo, creando un clima sereno e gioioso. 

È stato molto bello vedere i più grandi aiutare i più piccoli a giocare correttamente e accompagnare chi vinceva i premi a ritirarli: sembrava quasi che volessero trasmettere la loro soddisfazione e cercassero approvazione dal tuo sguardo per capire se anche tu eri fiero di loro. Lo spirito del Natale si sentiva fortissimo e soprattutto stavano diventando realtà tutti i valori di questa festa.

Dopo la tombola abbiamo fatto merenda. Ognuno di noi aveva portato cibi tipici natalizi o dolcetti vari che i bambini hanno apprezzato molto. È stato un momento di autentica condivisione: sono nate nuove amicizie e si sono creati dei ricordi felici. Ognuno si sentiva libero di essere se stesso, di essere spensierato e di godersi quei momenti insieme. Anche se gestire tanti bambini è stato complicato, non provavo stanchezza, perché l'euforia anche di un solo bambino mi dava la forza necessaria per continuare a fare di tutto pur di rendere speciale quella giornata per loro. 

Dopo la merenda, i bambini hanno sentito una risata inconfondibile e si sono seduti in attesa dell'arrivo di Babbo Natale. Non riuscivano a stare fermi, erano emozionantissimi all'idea di incontrarlo. Il professor Rosati, mascherato, è entrato nella stanza portando quattro sacchi pieni di regali. 

Questo Natale per i bambini è stato unico perché, grazie ai fondi raccolti durante le giornate di beneficenza organizzate dalla scuola, come la Giornata del Cuore, ognuno di loro ha ricevuto un regalo personalizzato: proprio quello che aveva chiesto a Babbo Natale nella letterina scritta una settimana prima. Sono stati chiamati a turno per ritirare il proprio dono e, una volta scartato, hanno lanciato urla di gioia; molti sono corsi ad abbracciare Babbo Natale per ringraziarlo.
Finalmente si sono sentiti visti, ascoltati e amati. Hanno capito che, come fa Babbo Natale, la Scuola della Pace e il doposcuola li aiutano, comprendono il loro valore e la loro unicità senza chiedere nulla in cambio. È stato il momento più bello per tutti, soprattutto per noi che osservavamo i bambini scartare i regali: la loro gioia era contagiosa. 

Immagino la loro felicità nel trovare il regalo scritto nella letterina, dopo anni in cui avevano ricevuto un dono uguale per tutti. Per la prima volta quel pacchetto parlava di loro e dei loro desideri: non era solo un regalo, ma la prova dell'importanza di ciascuno, la dimostrazione che ogni loro parola ha avuto e avrà valore e che i loro sogni possono avverarsi perché meritano attenzione. Far comprendere questo a un bambino è il modo migliore per incoraggiarlo a impegnarsi, a portare avanti i propri obiettivi e a credere in sé. Ecco perché il gesto di donare un regalo diverso a ciascuno è stato così importante. 
Ognuno mi ha mostrato il regalo ricevuto: erano talmente contenti che i loro occhi brillavano. Verso le diciannove i bambini hanno iniziato a tornare a casa o al campo. Sono rientrati con il cuore colmo di gioia e gratitudine; non smettevano di abbracciarci e i loro sorrisi parlavano più di mille parole. La stanza si è svuotata lentamente, lasciando però quel clima di leggerezza e allegria che solo i bambini sanno creare. 

È stata una giornata fantastica, in cui tutti abbiamo rivissuto il Natale con una magia che non si sentiva da tanto tempo.


Virginia Troili

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