Una nuova prospettiva per il 2026



Il nuovo anno è alle porte e, prima che arrivi, vorrei condividere una riflessione. 

Quando ci lamentiamo o ci sentiamo scontenti, raramente ci fermiamo a pensare a quanto, in realtà, dovremmo essere grati: siamo vivi, abbiamo una certa stabilità, abbiamo opportunità; potrei darvi altri mille motivi per sorridere. 

Proviamo allora a chiederci, con sincerità: che cosa ci rende davvero scontenti?
Rispondiamo senza filtri, perché questa domanda serve a capire qualcosa di noi stessi, non a giustificarci davanti a qualcun altro.
Le risposte possono essere diverse: non sono una persona aperta, ho paura di essere giudicato, ho preso un brutto voto, un amico mi ha abbandonato.
Le nostre decisioni passate hanno plasmato le persone che siamo oggi. Perciò è inutile incolpare gli altri del nostro scontento: anche noi ci abbiamo messo del nostro. La nostra vita è in larga misura 
una nostra responsabilità.

Se facciamo fatica a capirlo, ripensiamo a questi esempi:   
- se abbiamo paura di essere giudicati e ci allontaniamo dagli altri, questi penseranno che non vogliamo stare con loro;
- se abbiamo preso un brutto voto, anche credendo di aver studiato, non dobbiamo dare la colpa ai professori: forse non ci siamo preparati nel modo giusto o non abbiamo gestito bene il tempo.
Gli esempi potrebbero continuare.
Ma è inutile rimanere tristi e arrabbiati! Il 2026 può portarci soddisfazioni straordinarie, ma solo se siamo pronti a impegnarci davvero.

Ecco alcuni buoni propositi che possiamo decidere di mettere in pratica:
1. diamoci un obiettivo positivo, per esempio aprirci di più agli altri.
2. Impegniamoci nel raggiungerlo: alla fine ci appagherà.
3. Assumiamoci le nostre responsabilità, quando serve, dimostrando maturità.
4. Impariamo a seguire questo ordine di verbi: essere → fare → avere. Non il contrario (se avessi X potrei fare Y e quindi essere Z), ma: sono X, faccio Y e avrò Z.
5. Abituiamoci a restare informati. Ricordiamo: la costanza è fondamentale.
6. Siamo rispettosi e onesti. Questi valori sono la base delle relazioni autentiche.
7. Non siamo pigri né paurosi, perché la pigrizia e la paura sono i veri avversari da affrontare.
8. Circondiamoci di veri amici, capaci di apprezzare l'impegno senza invidia.
9. Facciamoci più domande che iniziano con: “Come?” e “Cosa?” anziché con “Perché?”. Ad esempio: "Come posso migliorare? Cosa ho imparato da questo fallimento?" Non: "Perché sono così sbagliato? Perché gli altri vengono apprezzati e io no?" 
10. Crediamoci. Se pensiamo di potercela fare, ci riusciremo! La nostra mente segue la direzione che le indichiamo.  
E soprattutto apprendiamo questo: la nostra vita e il nostro futuro dipendono solo da noi. Non aspettiamoci che qualcun altro faccia il lavoro al posto nostro.
Lo so, è complicato. Spesso penseremo che sia troppo difficile, ma vale la pena chiederci: quanto ci costa rimanere esattamente come siamo ora? 
Forse nel 2025 non siamo riusciti a rispondere a questa domanda. Nel 2026, seguendo questi principi e con un cambio di prospettiva, magari ci riusciremo. 

Buon Anno! 

Antonio D'Amato

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