ARRICCHITI ovvero CONFERMATI nel CARISMA LASALLIANO

Dal 16 al 18 gennaio si è svolto il primo incontro della famiglia carismatica lasalliana riservato all'Associazione alla Missione Educativa Lasalliana e alle Fraternités francesi.
In rappresentanza della nostra scuola hanno partecipato i docenti Malatesta Annalisa e Testa Andrea.

Arricchirsi vuol dire accrescere un tesoro: questi due giorni passati insieme hanno visto intrecciarsi esperienze diverse, provenienti da storie particolari, messe a disposizione di tutti noi.

Questo ci ha arricchiti, ma a partire da un tesoro che già esiste e che siamo felici di vedere confermato in questi incontri.

Il tesoro del carisma lasalliano che condividiamo parte dalla storia delle origini, è stato sviluppato e custodito da tante generazioni fino ad attraversare le nostre vite, le nostre opere educative, fino ai bambini e ai ragazzi che vediamo ogni giorno.

L’introduzione di Fratel Carlos Gomez ha posto tre elementi essenziali della nostra identità di associati alla missione educativa lasalliana.

Fraternità

Comunità

Missione

Essere fratelli e sorelle maggiori dei nostri ragazzi vuol dire ascoltare, accompagnare, accogliere le loro fragilità e soprattutto la domanda di felicità che ognuno è.

E’ una fraternità che non giudica, se non con lo sguardo amoroso di Dio, attraverso una parola, un gesto, a volte un silenzio carico solo della nostra presenza: Eccomi, io per te ci sono.

La Riflessione lasalliana numero 11 dice che essere lievito passa per piccoli gesti quotidiani, gesti carichi di speranza per chi li riceve, che sia un bambino, un genitore o un nostro collega di corso.

Diceva fr. Carlos che la nostra fraternità ha senso solo se è PER, in particolare per i poveri, ossia incarnata nel servizio educativo. Si chiama missione.

Una comunità nasce, si sviluppa e trova il suo significato, proprio dalla missione, dall’essere-per.

La comunità come una famiglia che genera e custodisce nel tempo la missione.

Diceva Colette: la missione è un dono, possiamo aggiornarla ma non la inventiamo noi. Per fortuna, aggiungiamo noi, non è un nostro progetto.

“Che cosa vuoi che io faccia?” Chiamati ad annunciare. Essere fratelli è già un annuncio di liberazione. “Non sei solo”, “L’unità tra gli uomini è possibile, non è buonismo, è una realtà”.

E’ un dono che Dio ci fa e questo genera attrattiva (un libro di alcuni anni fa, scritto da don Luigi Giussani si intitolava “Attrattiva Gesù”). L’unità non è un nostro sforzo, ci ricordava Andrea, è l’opera che Gesù compie.

Incontrare dei maestri, dei professori, la comunità educante di una scuola che vive in unità fraterna è di per sé un annuncio, una vera opera di pastorale vocazionale. Suscita una chiamata: “Questa cosa bella che vedo può essere vera per me come per loro”.

Essere portatori di speranza: non c’è altro modo, altra “strategia” per coinvolgere altri insieme a noi. Solo la bellezza che vedo con gli occhi e tocco con le mani, solo la bellezza di un incontro vero genera speranza e coinvolge il cuore.

La vita cristiana procede di incontro in incontro, con incontri che non hanno fine. Un Dio incarnato ci parla così e le chiamate che ci rivolge vanno da una sfida all’altra, da un impegno all’altro

DE COMPROMISO EN COMPRIMISO, come diceva la canzone che abbiamo ascoltato. “Fa che questa storia non si fermi” Questa è la preghiera da fare, insieme al dono della nostra fedeltà e docilità alla strada che Dio ci mette davanti. 

DOMANDA: con quali mezzi possiamo rimanere ed essere fecondi in questa chiamata al carisma che abbiamo incontrato? 

Oltre alla Fraternità e alla Comunità è importante ricordare altri tre sostegni per camminare:

la formazione permanente

Il valore del servizio

l’impegno pubblico

L’impegno pubblico, nella sua forma temporanea o permanente, non deve essere considerato come un “contratto”, una formula che distingue quasi moralmente un associato da un associato de facto, ma un’offerta che rappresenti un punto di riferimento visibile per l’intera comunità. Oltre che un cammino per interrogarsi sulla propria vocazione.

Il tema della formazione e dell’accompagnamento è stato analizzato con attenzione e viene considerato come indispensabile nel percorso di crescita vocazionale.

Si tratta di itinerari espressi con varie modalità e vissuti all’interno della comunità, lavorando in gruppo. Consentono di sviluppare vari processi di crescita personale e collettiva:

senso di appartenenza e di comunione

corresponsabilità della missione

comprensione della propria chiamata di vita.

Un suggerimento per incontri nazionali di formazione si è suggerito di programmare, con un buon anticipo, uno o più temi comuni sui quali lavorare nelle varie realtà locali.

Infine il valore del servizio ai poveri. Un tema che spesso si da per scontato nel rapporto educativo del nostro quotidiano, senza invece considerarlo come elemento peculiare della nostra identità lasalliana e cristiana.

Tre spunti di riflessione sul servizio ai poveri da condividere tornando nelle nostre realtà educative.

Come esperienza di formazione per educatori.

Proposta educativa per accompagnare adolescenti in un cammino di gratuità.

Esperienza di fraternità tra educatori e tra educatori e ragazzi.

Grazie!

Prof.ssa Annalisa Malatesta



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