"La coscienza di Zeno" al Teatro Quirino
Martedì 20 gennaio io e due miei compagni abbiamo partecipato all’iniziativa teatrale proposta dalla scuola, assistendo alla rappresentazione de La coscienza di Zeno.
L’appuntamento era alle 20:30 presso il Teatro Quirino. Una volta arrivati, entriamo nella struttura e ci accomodiamo al secondo balcone. Alle 21:00 inizia lo spettacolo. Ci accorgiamo subito di uno degli aspetti più interessanti dello spettacolo, cioè il modo in cui il personaggio di Zeno Cosini è stato rappresentato: non da un attore solo, ma da tre persone diverse, che insieme sono riuscite a far emergere la complessità psicologica del protagonista.
Il primo attore che interpreta Zeno è Alessandro Haber, che rappresenta il protagonista già anziano. Con lunghi monologhi racconta la propria vita, commentando gli eventi con ironia e disincanto. Anche se spesso sembra stare un passo indietro, come un osservatore che guarda al passato, in alcuni momenti interviene nei dialoghi, rompendo questa distanza e rendendo tutto più diretto e vicino a chi guarda. La sua interpretazione è stata particolarmente intensa: si percepiva chiaramente la passione con cui recitava e l’attenzione per ogni parola. Anche nei monologhi più lunghi, riusciva a tenere il pubblico coinvolto, trasmettendo le contraddizioni e le fragilità di Zeno in modo naturale e mai forzato.
Il secondo Zeno è quello giovane, colui che vive concretamente gli episodi narrati dal Zeno anziano. È lui che vediamo affrontare i rapporti familiari, le difficoltà personali, i dubbi continui e le scelte spesso sbagliate. La sua presenza rende visibili e reali i racconti del passato, permettendo allo spettatore di seguire con chiarezza il passaggio tra ricordo e azione.
Il terzo Zeno ha un ruolo più silenzioso ma significativo: rappresenta una sorta di memoria, che affianca lo Zeno anziano e gli ricorda alcuni particolari della sua vita che sembrano sfuggirgli. Questa figura sottolinea quanto i ricordi siano confusi e incompleti, e quanto il racconto di se stesso possa essere incerto e contraddittorio, un tema centrale nell’opera di Svevo.
Nel complesso, la scelta di dividere Zeno in tre personaggi diversi rende lo spettacolo più dinamico e profondo, aiutando lo spettatore a entrare davvero nella mente del protagonista. Grazie alle interpretazioni convincenti, e in particolare a quella di Alessandro Haber, La coscienza di Zeno è stata una rappresentazione intensa e coinvolgente, che ci ha regalato un’esperienza davvero unica e forte.
Paolo Wang


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