Il nostro PCTO all'Università di Camerino: un’esperienza interdisciplinare
Durante il nostro percorso di PCTO presso l’Università di Camerino abbiamo vissuto due giornate intense e formative che ci hanno permesso di entrare concretamente in contatto con il mondo universitario e con diverse applicazioni della scienza.
La prima giornata è stata dedicata alle tecniche spettrografiche e al restauro dei beni culturali, in particolare dei dipinti. Abbiamo scoperto come le opere d’arte possano essere analizzate attraverso strumenti scientifici capaci di studiarne la composizione chimica senza danneggiarle. Le tecniche spettrografiche consentono infatti di identificare pigmenti e materiali, analizzandone la struttura e la risposta alla luce. Questo tipo di indagine è fondamentale per comprendere lo stato di conservazione di un’opera e scegliere l’intervento più adeguato.
Successivamente abbiamo approfondito il processo di pulitura dei quadri, comprendendo
che il restauro non è mai un’azione immediata o improvvisata, ma il risultato di un attento
studio preliminare. Prima di intervenire sull’intera superficie, vengono effettuate prove su
piccole porzioni dell’opera per verificare la reazione dei materiali ai diversi solventi.
Il lavoro del restauratore si basa su:
-un approccio fisico-chimico, legato alle interazioni tra solventi e materiali;
-un processo prettamente chimico, fondato sulla scelta dei composti più adatti a rimuovere
le parti degradate senza alterare quelle originali;
-un’attenta analisi delle composizioni chimiche dei materiali che l’artista aveva utilizzato al
momento della creazione dell’opera, al fine di preservarli.
Questa esperienza ci ha fatto comprendere quanto la scienza sia essenziale nella tutela del patrimonio artistico e quanto sia importante operare con precisione, responsabilità e metodo.
La seconda giornata è iniziata con una lezione di botanica, durante la quale abbiamo
approfondito lo studio delle piante presenti anche nell’Orto botanico dell’Ateneo. Abbiamo
analizzato le caratteristiche morfologiche delle specie, la loro classificazione e il loro ruolo
negli ecosistemi, comprendendo meglio il valore della biodiversità e l’importanza della
tutela ambientale.
In seguito, abbiamo visitato i laboratori di chimica della facoltà di CTF, in particolare il
laboratorio CHIP (Chemistry Interdisciplinary Project) dell’Università di Camerino. Questa visita ci ha consentito di osservare da vicino macchinari all’avanguardia oltre alle analisi dei diversi progetti di ricerca svolti dai professori dell’Ateneo. Abbiamo inoltre potuto osservare da
vicino strumenti e metodologie utilizzati nella ricerca chimico-farmaceutica. Ci è stato
spiegato come vengono analizzate determinate sostanze, come si studiano nuovi composti e quale sia il percorso che porta dalla sperimentazione in laboratorio alle possibili applicazioni in
ambito farmaceutico. Abbiamo capito quanto la chimica sia una disciplina centrale non solo
nella ricerca scientifica, ma anche nella vita quotidiana e nel settore medico.
Successivamente abbiamo affrontato lo studio dei reperti archeologici, approfondendo le tecniche utilizzate per la loro analisi e conservazione. Anche in questo ambito abbiamo ritrovato il metodo scientifico come strumento fondamentale per ricostruire il passato attraverso l’analisi dei materiali.
Abbiamo poi dedicato un momento all’approfondimento su
rettili, insetti e altri animali, avendo la possibilità di osservarne alcuni da vicino e riflettendo sul
loro ruolo negli equilibri naturali e sull’importanza della loro salvaguardia.
Infine, abbiamo svolto un’attività sul codice Morse, studiando il funzionamento della
trasmissione dei messaggi attraverso apparecchi utilizzati in guerra, come durante la
Seconda guerra mondiale. Abbiamo provato a decifrare e trasmettere messaggi, rendendoci
conto della complessità e dell’importanza della comunicazione in situazioni critiche.
Nel complesso, questa esperienza di PCTO è stata estremamente significativa perché ci ha mostrato come discipline diverse, dall’arte alla chimica, dalla botanica all’archeologia, fino alla storia delle comunicazioni, siano unite dallo stesso metodo basato su osservazione, analisi e sperimentazione. È stato un percorso che ha arricchito il nostro bagaglio culturale, aiutandoci a comprendere meglio le possibili strade future nel mondo dello studio e del lavoro.
Lorenzo Maria Pavan e Ludovica Cito


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