Spesso ci capita di osservare lavori di arte contemporanea e di giudicarli inadatti al successo che riscuotono o addirittura ridicoli se messi in confronto con le grandi opere d’arte del passato, solo perché non rispettano la nostra concezione di bellezza estetica o non riescono a catturare la nostra curiosità.
È interessante pensare che la parola arte racchiuda in sé milioni e migliaia di lavori grafici, musicali e letterari, unendoli sotto un’unica grande categoria. Questo ci fa sorgere spontaneamente una domanda: cosa è davvero arte?L’etimologia di questa parola deriva dal latino ars, artis e indicava la capacità manuale di fabbricare o creare qualcosa. Oggi, però, non basta produrre qualcosa per essere definiti artisti, perché alla creazione bisogna accompagnare la maestria delle tecniche, un attento studio delle regole e un continuo aggiornamento sulle nuove mode; ma non solo: è necessario anche avere la capacità di trasmettere una sensazione o un sentimento autentico attraverso il tratto di un pennello, una nota musicale o la successione dei passi di una ballerina.
È nella Grecia antica che si ha il primo tentativo di differenziare la semplice fabbricazione dalla produzione artistica, grazie alla riflessione dei grandi filosofi sulla definizione di bellezza. Nel Fedro di Platone ad esempio, questo tema è centrale: attraverso Socrate ci viene spiegato che l’idea di bello è quella forza trascendente che ci spinge verso il divino e perciò verso la conoscenza. Tuttavia, Platone ha anche una visione critica dell'arte, soprattutto come forma di insegnamento per i giovani: per lui infatti un’opera d’arte può risultare nociva agli occhi di un non-filosofo, poiché è una mimesi imperfetta del mondo sensibile, che a sua volta è imitazione delle idee perfette del mondo intellegibile. Così facendo lo studio dell’arte rischierebbe di condurre a un ulteriore allontanamento dalla verità.
A riprendere e sviluppare l’argomento sarà Aristotele, che concepisce l’arte come uno strumento di narrazione capace di produrre un effetto sulle persone che la osservano.
Ai giorni nostri vari studi dimostrano come un coinvolgimento, attivo o passivo, in attività artistiche o culturali, come suonare uno strumento o cimentarsi nella pittura, possa migliorare la nostra condizione psicologica e relazionale. Questo accade perché tali attività contribuiscono a ridurre gli ormoni dello stress e, allo stesso tempo, ad aumentare il rilascio di dopamina. Tanto che l’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha riscontrato un incremento del benessere psicologico nelle terapie che integrano elementi artistico-culturali. Questo aspetto è trattato nel documento “What is the evidence on the role of the arts in improving health and well being? A scoping review”, a cura di Daisy Fancourt e Saoirse Finn.
Ignazia Iannotta
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