19 marzo: una giornata di festa, riflessione ed empatia
Giovedì 19 marzo 2026 si è tenuta presso il nostro istituto una giornata speciale in occasione dei festeggiamenti di San Giuseppe. Non si è trattato di un singolo evento, ma di più iniziative, tra le quali la più importante è stata la premiazione del concorso letterario. Vediamo ora più nel dettaglio cosa è successo.
Durante la prima ora, molti professori sono stati impegnati nell’organizzazione. Nel corso della seconda ora, invece, nella chiesa della scuola si è tenuta la messa nella chiesa della scuola. In terza ora si è svolto uno degli appuntamenti più rilevanti: la premiazione del concorso letterario. La mattinata si è conclusa, infine, con una sudata partita di pallavolo tra i ragazzi più grandi del liceo classico e del liceo scientifico. Dopo una lunga ed estenuante sfida durata due ore, i vincitori sono stati gli studenti del 5° liceo scientifico.
Desidero ora parlarvi dell’evento che per me è stato il più significativo, visto che mi sono classificato terzo al concorso letterario tra tutti gli studenti del primo anno. Il tema da affrontare non era semplice, anzi risultava piuttosto complesso: la situazione delle donne in Afghanistan. Si tratta di una condizione disperata, visto che, dal ritorno al potere dei Talebani nel 2021 dopo il ritiro degli Americani e dei loro alleati, i diritti sono stati drasticamente ridotti. Il concorso offriva varie tracce tra cui scegliere, ma tutte erano riconducibili alla mancanza di diritti umani, soprattutto per le donne.
Non è stato un semplice tema, bensì una prova di rispetto per tutte le donne che, per colpa di chi osserva senza agire e a causa dei Talebani, vivono intrappolate in un incubo. Per questo, la premiazione del 19 marzo non è stata un momento qualsiasi: al contrario, anche chi non ha ottenuto riconoscimenti ha potuto esprimere il proprio punto di vista, creando così una connessione che può trasformarsi in empatia per chi vive in contesti difficili o vicino a noi. Infatti, questo tipo di violenza non esiste solo in Afghanistan o in Iran, ma anche a Roma, in Italia e ovunque.
Partecipare al concorso letterario, per molti e per me, è stato molto complesso: non solo per la necessità di usare un buon italiano e riportare correttamente una situazione internazionale intricata, ma per riuscire a scrivere ciò che pensavamo davvero e sentivamo con il cuore, così da far emergere quella connessione profonda che, senza questa sfida, difficilmente sarebbe venuta a galla. Concludo quindi dicendo che il 19 marzo non è stato un giorno “qualsiasi”, ma un’occasione di festa, di creazione di empatia verso chi si trova in difficoltà (come le donne in Afghanistan) e, soprattutto, occasione di riflessione per unirci nel far valere i principi di eguaglianza per le donne in tutto il mondo.
Antonio D'Amato


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