Due giorni a Mantova tra arte e storia




Partenza alle sei del mattino, zaino in spalla e pranzo al sacco già pronto: è così che ha avuto inizio la nostra gita scolastica a Mantova, meta scelta quest’anno per la classe quarta del liceo classico. Un viaggio breve, appena due giorni, ma sorprendentemente denso. 

Dopo circa quattro ore di autobus, siamo arrivati nel cuore della città gonzaghesca giusto in tempo per pranzare all’aperto, nel centro storico, prima di immergerci nella prima tappa culturale del pomeriggio: Palazzo Te.
Costruito nella prima metà del Cinquecento su progetto di Giulio Romano come residenza di svago per Federico II Gonzaga, il palazzo ha riservato più di una sorpresa. La Sala dei Giganti, in particolare, ha colpito quasi tutti: le pareti, il soffitto e persino le porte sono interamente affrescati con la scena della caduta dei Titani, creando un effetto visivo che riesce ancora oggi a disorientare e affascinare. La professoressa di storia dell’arte ci ha guidato attraverso le sale illustrando il contesto storico e i rimandi mitologici; bisogna ammetterlo, è difficile restare indifferenti di fronte a una simile concentrazione di talento pittorico.
La sera ci siamo trasferiti in un agriturismo nelle campagne mantovane, a diversi chilometri dalla città. L’ambiente tranquillo, lontano dal traffico cittadino, ci ha offerto una pausa inaspettatamente piacevole: una cena con piatti tipici e qualche ora di conversazione senza la distrazione dei soliti schermi. Non è  qualcosa che capita spesso durante l’anno scolastico e, forse proprio per questo, è rimasto uno dei ricordi più positivi della trasferta.
La mattina seguente è stata dedicata alla visita del Palazzo Ducale, uno dei complessi rinascimentali più estesi d’Italia, con i suoi oltre cinquecento ambienti. La visita guidata ci ha condotti attraverso secoli di storia gonzaghesca, tra sale di rappresentanza, cortili e gallerie, restituendoci il senso di quanto fosse articolato e sfaccettato il potere della famiglia Gonzaga sulla città. 
Il pomeriggio ha lasciato spazio a un pranzo libero in centro, con la possibilità di esplorare Mantova in autonomia prima del rientro in autobus verso Roma. Due giorni sono pochi per vederla come si dovrebbe, ma sufficienti per portare a casa qualcosa di concreto e, perché no, anche la voglia di tornarci con più tempo a disposizione.

Giovanni Momicchioli

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