Un’esperienza di volontariato che lascia il segno: il nostro viaggio a Scampia

 


Ci sono esperienze che rimangono impresse nella memoria e nel cuore. Il nostro viaggio di volontariato a Scampia è stato una di queste. Non è stato soltanto un momento di aiuto verso gli altri, ma soprattutto un’occasione per conoscere realtà diverse dalla nostra e per capire quanto anche un piccolo gesto possa fare la differenza.

Durante il primo giorno siamo stati accolti da Casa Arcobaleno, una struttura che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per tanti ragazzi del quartiere. Qui abbiamo trascorso del tempo con loro, aiutandoli nelle attività educative e condividendo momenti di apprendimento e confronto. Casa Arcobaleno non è solo una scuola: è un luogo sicuro dove i ragazzi possono studiare, crescere, imparare e costruire un futuro migliore.

Successivamente abbiamo visitato alcune zone di Scampia per conoscere più da vicino il contesto in cui questi giovani vivono ogni giorno. Abbiamo visto il quartiere, il carcere e le difficoltà che molte famiglie affrontano. Osservare questa realtà con i nostri occhi ci ha fatto riflettere molto sui privilegi che spesso diamo per scontati.

Uno dei momenti più belli è stato il pomeriggio trascorso al parco di Scampia. Abbiamo giocato insieme ai ragazzi, scherzato e condiviso momenti di spensieratezza. È stato sorprendente vedere come bastasse così poco per creare legami autentici.

L’episodio che più mi è rimasto nel cuore è avvenuto al ritorno, quando siamo saliti su un furgone insieme ai bimbi rom. C’era musica, risate e tanta allegria. Erano felici delle cose più semplici: una canzone, una battuta, la compagnia degli amici. In quel momento ho capito quanto spesso la felicità non dipenda da ciò che possediamo, ma dalle persone con cui condividiamo il nostro tempo.

Se dovessi scegliere un simbolo di questa esperienza, sceglierei senza dubbio un pallone. Un semplice pallone è riuscito a unire tutti: bambini, ragazzi e volontari. Non contavano l’età, la provenienza o le differenze culturali. Tutti correvano insieme, giocavano e ridevano. Per qualche ora non esistevano barriere, ma soltanto il desiderio di stare insieme e divertirsi.

Questa esperienza di volontariato mi ha insegnato il valore dell’ascolto, della condivisione e della solidarietà. Mi ha fatto capire che spesso non servono grandi gesti per aiutare qualcuno: basta essere presenti, dedicare del tempo e creare occasioni di incontro. Torno da Scampia con tanti ricordi, nuove amicizie e una consapevolezza più profonda della realtà che ci circonda.

È stata un’esperienza che porterò sempre con me, perché mi ha insegnato che l’inclusione, il rispetto e la semplicità possono davvero cambiare il modo in cui guardiamo il mondo.


Margherita Lupi

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